Guida alla lettura del romanzo “Ludwig amava come un cyborg”

26 12 2008

Potrei dilungarmi in elugubrazioni inerenti a come sono arrivato all’idea di scrivere “Ludwig amava come un cyborg”. Conto di farlo.

Per adesso, vi invio l’indice e la guida alla lettura. Penso sia un buon punto di partenza per capire in cosa consisterà il mio lavoro.

Ecco a voi!


Ludwig Bellavista

Ludwig amava come un

cyborg

- quando chi ha sofferto molto riesce davvero a riscattarsi -

di Ludwig Bellavista

ludwig bellavista

Copyright © 2008

TUTTI I DIRITTI SONO RISERVATI


Ludwig amava come un cyborg


Un romanzo pubblicato e completamente disponibile gratuitamente on-line


Lo Stromboli

Lo Stromboli

“… come un vulcano spento che a lungo non fa sentire la sua voce, così è la vita quando nasconde le  frustrazioni e le umiliazioni solo per risvegliarsi un giorno per farti scontare tutti gli errori e tu dovrai ricostruire da capo la tua vita dalle rovine di un animo distrutto…”

Tratto dal Cap. 22 “Non vi racconterò quello che sanno tutti gli psichiatri o gli psicologi e gli psicoterapeuti. Non vi racconterò di come i pensieri umani si corrompono per via di anomalie della serotonina o della dopamina e nemmeno di traumi e proiezioni, che tuttavia si possono evincere dalle pagine che vi ho già propinato. Vi racconterò invece di come si arrivi a credere di aver scoperto l’origine dell’universo, di come compaiano angeli messaggeri, di come si navighi senza far naufragio lontano, molto lontano dalla realtà che i più credono di percepire, di come improvvisamente un angelo ti sbatte in faccia una realtà orribile: ti ha ingannato; in realtà è un demonio e ti ha convinto a praticare le vie del peccato proponendoti una soluzione disastrosa nella realtà per un problema che invece abita nell’immaginario, di come si possa camminare per strada in mezzo alla gente senza provare più alcun sentimento e credere di aver commesso un peccato imperdonabile e quindi essere un corpo senz’anima destinato alla distruzione. Non vi racconterò COME questo avvenga, ma il punto di vista di chi vive questa esperienza, quel punto di vista per secoli ignorato perchè la medicina non permetteva ancora un ritorno alla vita normale e soprattutto quello che può diventare chi ha vissuto un’esperienza così sconvolgente e allo stesso tempo straordinaria.  Vi racconterò cosa si prova, cosa si sente dopo aver aperto ‘quella porta’ , la porta delle verità nascoste.”

La spiaggia di pantelleria

La spiaggia di Pantelleria

Ludwig amava come un cyborg è un romanzo ispirato alla vita dell’autore. E’ presentato e reso disponibile interamente e gratuitamente su Internet. E’ una storia che documenta l’origine di una  famiglia del sud Italia con ricordi così lucidi e precisi – perfino per quel che riguarda la vita infantile dei genitori –  che hanno dell’inquietante. Questa conoscenza gli è stata tramandata oralmente principalmente dal padre. Spicca la descrizione della genesi del proprio carattere: preciso, metodico, perfezionista potremmo infine definire svagodeficiente ma col sogno di riscattare per se stesso una vita normale. La lucidità di questa autoanalisi crea un’atmosfera sinistra dove l’autore si diverte a creare suspense e sorpresa, in relazione a cose incredibili ma realmente accadute.  Si racconta un dramma terribile e misterioso: l’autore si ammala a 22 anni, con diagnosi clinica  “Schizofrenia paranoide”. Ludwig capirà un giorno che la normalità non esiste come condizione ma solo come metodo e filosofia di vita. L’autore per fortuna beneficia di lunghi periodi di benessere ed è convinto di poter spiegare da un punto di vista che non andrebbe ignorato come ci si incammina in questo abisso e come se ne possa uscire. Si apprenderà che questa risalita dall’abisso della psicosi coincide con una progressiva ricostruzione del proprio carattere. Accidentalmente tutto questo coesiste con numerose vicende sentimentali dolorose, dopo delle quali  riuscirà ad innamorarsi sul serio e con un cuore rinnovato e più umano che mai. Finalmente Ludwig perderà le sembianze di un  cyborg e acquisterà quelle di un uomo, perchè “anche se all’orizzonte c’è un vulcano che minaccia la nostra vita, con un po’ di forza e immaginazione si può intravedere sempre un’ alba”. Cosa è determinante per la guarigione? La filosofia?La religione? La psicanalisi? Lasciatevelo raccontare…




Http:\\www.amorefattoamacchina.com


INDICE DEI CONTENUTI


Parte Prima

Cap. 1  La storia di mio padre

Cap. 2  La storia di mia madre

Cap. 3  Il matrimonio dei miei genitori

Cap. 4  I miei nonni a Milano

Cap. 5  Mia sorella

Cap. 6   I miei cugini, gli zii e i nonni in Sicilia

Cap. 7  L’infanzia e i primi anni a scuola

Cap. 8  La morte di mio nonno Ludwig

LE PARTI SOTTO INDICATE  SARANNO PROSSIMAMENTE DISPONIBILI GRATUITAMENTE IN QUESTO SITO WEB


Parte seconda

Cap. 9  Lo scontro con la scuola media

Cap. 10  La più brava della classe

Cap. 11  Storia di una spiritualità tormentata

Cap. 12  I miei due amici più stretti

Cap. 13  I primi due anni delle scuole superiori

Cap. 14  I miei primi due veri amori: Aurora e un personal computer

Cap. 15  L’esame di maturità


Parte terza

Cap. 16  Cosa farò da grande?

Cap. 17  I primi mesi all’università

Cap. 18  Il primo trauma: vorrei essere perfetto

Cap. 19  Storia di una nuova spiritualità

Cap. 20  Il lavoro

Cap. 21  Quella casa nella prateria

Cap. 22  Storia di un’ordinaria psicosi

Cap. 23  Le mie 747 delusioni d’amore

Cap. 24  Dirty Pamela

Cap. 25  La mia amica Deborah

Cap. 26 Il mio matrimonio


APPENDICE

Cap. 27  Filosofia contro arte di vivere

Cap. 28 Psicologia contro psichiatria

Cap. 29  Matematica contro empirismo

Cap. 30  Religione contro agnosticismo


GUIDA ALLA LETTURA

“Ludwig amava come un cyborg” non e’ un semplice rotocalco di fatti elencati in ordine cronologico. Ludwig Bellavista aspira a qualcosa di piu’. Il fatto che scrivere questo romanzo lo abbia aiutato a liberarsi di alcune ossessioni per trovarne delle nuove risulta essere la prova di un personale esperimento ben riuscito che ha avuto come oggetto la propria personalita’. Sembra abbastanza evidente che lo scrittore dei primi capitoli diventi pian piano qualcosa di diverso rispetto a cio’ che era prima di questa esperienza. In particolare gli ultimi quattro capitoli  “Filosofia contro arte di vivere”, “Psicologia contro psichiatria”, “Matematica contro empirismo” e “Religione contro agnosticismo” sono profondamente condizionati dall’esperienza narrativa che ha costretto l’autore a rivisitare interiormente antichi ricordi ed emozioni. Resta fermo che “Filosofia contro arte di vivere” non vuole nemmeno somigliare ad un saggio filosofico. In modo analogo dicasi per gli ultimi capitoli. L’ appendice vuole spiegare cosa siano stati per Ludwig Bellavista questi astratti protagonisti – i quali sembrano agire come personaggi in carne ed ossa – ed in particolare come ne hanno influenzato il pensiero e il comportamento lungo il suo cammino. Tutto questo viene fatto rivisitando fatti e situazioni alla luce di complessi sentimenti ed emozioni a volte contraddittori e dalle molte facce e completando il romanzo con ulteriori narrazioni, sullo sfondo di una costante e fluida ironia in stile sveviano, che alleggerisce molto l’onere della lettura. Rimane sottointeso un conflitto interiore che gravita intorno a due idee diametralmente opposte circa l’adeguatezza della psicanalisi e della psichiatria. Questo lavoro non vuole esaltare alcun pensiero filosofico particolare ma stimolare il lettore al fine di aiutarlo a porsi delle domande senza imporre le proprie risposte, sebbene esse vengano indicate come un esempio per spiegare un metodo, il quale dovrebbe portare il lettore a riflettere in merito al proprio percorso di vita, alle proprie risposte e alla propria “arte di vivere”. Questo risultato sara’ ottenuto con una notevole potenza espressiva, grazie al fatto che il libro è ospitato e disponibile sul Web, e tramite lo stesso Web i lettori ne influenzeranno la stesura interagendo direttamente con l’autore e con altri lettori.

I primi capitoli – in particolare “La storia di mio padre” e “La storia di mia madre” – vogliono rispettare i canoni del “realismo”, per lo meno in relazione alla fonte che ne ha trasmesso le informazioni. Risultano essere dei brevi resoconti della vita infantile e adolescenziale dei genitori di Ludwig. Si cerca pero’ di porre l’accento piu’ che sia possibile sugli aspetti psicologici dei due protagonisti che hanno influito pesantemente sul carattere dello scrittore. Vengono introdotti alcuni elementi essenziali dell’ambiente in cui visse  la madre di Ludwig, Serenetta. Di riflesso il capitolo 26, “Il mio matrimonio”, in cui si parla della “nuova vita” nell’isola di Pantelleria di Ludwig e della moglie Ester, farà sentire il lettore a “casa propria”, dal momento che vivere in Sicilia sarà per tutta l’infanzia di Ludwig un sogno non realizzato, catalizzato dall’amicizia del cugino Carlo e immagine diretta dell’identico sogno del papa’ Antonio, peraltro non realizzato fino alla stesura di questo libro. I capitoli relativi all’infanzia di Ludwig riservano uno spazio importante alla formazione di questo “ambiente” durante le annuali vacanze estive che fungeranno da tela per dipingere la crescita interiore dell’autore.

Il capitolo 8 “La morte di mio nonno Ludwig” risulta certamente un pilastro fondamentale per la comprensione di avvenimenti posteriori, in particolare spiega alcuni meccanismi che risulteranno cruciali per la genesi della sua psicosi, la quale – fortunatamente – avra’ un breve esordio e due piccole ricadute. E’ comunque ancora piu’ determinante per comprendere alcuni aspetti del carattere dello scrittore Ludwig, il quale da questa esperienza – pur avendo solo 8 anni – uscirà profondamente disturbato e sara’ via via crescendo in cerca di risposte ad inquietanti domande sul significato della vita. Il piccolo Ludwig, per l’ingenuità tipica della sua eta’ e certamente per la scorrettezza di parenti e medici che tennero nascosto al nonno malato il fatto che di li a poco lo stesso sarebbe morto per una patologia incurabile, si ritrovo’ a rivelare al suo congiunto in merito a questa strana parola (“Ma non lo sai – rivolgendosi ad una vicina di casa in presenza del nonno – che dicono che ha il tumore?”). Subito dopo si aspettava che qualcuno gli spiegasse cosa fosse il tumore senza immaginare che in quel momento sarebbe scoppiata l’ira del papa’ Antonio. Il nonno morì due mesi dopo, e il piccolo fini’ per comprendere molto piu’ di quanto pensassero i familiari. Tutto questo avvenne davanti a quella casa, in quel cortile dove Ludwig oggi passa tutti i giorni, ricordando, ma non soffrendo più o forse soffrendo in un modo diverso, più pacato. Restò invariata, fino all’età di diciannove anni, l’irrazionale sensazione di colpa, la convinzione di averlo ucciso non nel corpo ma ancor peggio nei sentimenti. Proprio a diciannove anni ci sarebbe stata la prima grande svolta della sua vita, documentata ampiamente nel capitolo 18 “Il primo trauma: vorrei essere perfetto” .

Dal capitolo 9 al capitolo 15 si noterà che la crescita di Ludwig assomiglia ad un’opera trasmessa per radio a volte caratterizzata da un suono limpido e cristallino e a volte, in maniera imprevedibile, disturbata fino al punto di diventare poco o per nulla comprensibile senza tener conto di un passato turpe e di una logica eccessivamente rigida. Crescerà insieme a Ludwig un senso di colpa esistenziale che lo convincerà un giorno che Dio esiste, ma certamente ce l’ha a morte con lui. Ludwig si sentirà indegno per lunghi anni di coltivare interessi spirituali considerati accettabili nella societa’ in cui vive e, inconsciamente, per compensare questa grande lacuna, cercherà di rendersi perfetto a scuola. Riuscira’ quasi ad esserlo alle superiori. All’universita’ , ben presto chiedera’ al suo fisico piu’ di quello che e’ ragionevole, costringendosi cosi’ a cambiare il proprio progetto di vita. Gia’ alle medie i professori noteranno in lui un senso di malessere e consiglieranno al ragazzino di cercare la propria serenita’  non nel rendimento massimo possibile a tutti i costi ma dentro se stesso. Nella classe seconda media incontrerà una sua coetanea dai bellissimi capelli biondi e occhi verdi che oltre a rubargli il cuore gli ruberà il titolo di “piu’ bravo della classe”, insegnadogli inoltre che per raggiungere obiettivi importanti oltre alle capacità ci vogliono coerenza e perseveranza. Imparerà queste cose alle superiori, dove il suo rendimento aumentera’ di anno in anno. Successivamente scoprirà che puo’ in certi casi esser necessario fermarsi, per ripartire in seguito e superare gli ostacoli cambiando percorso. Nel capitolo 11 saranno chiari gli elementi di una spiritualita’ molto tormentata, piena di incertezze e contraddizioni rese difficili da risolvere per via di numerosi contatti sociali con persone altrettanto disturbate e in cerca di un riscatto personale. Come risulterà evidente nel capitolo 12 saranno fondamentali due frequentazioni, Jonatan, che sarà suo compagno di banco per cinque anni e in seguito compagno di lavoro e Orlando, quest’ultimo suo inseparabile compagno nel tempo libero extrascolastico. Con Orlando sorprendentemente non condividerà mai alcun interesse importante e tuttavia trascorrera’ insieme tantissimo tempo unicamente grazie allla parte piu’ frivola di se stesso. Proprio Orlando, tenterà di distruggere l’amor proprio di Ludwig predicando che i suoi interessi fossero futili. Invece Jonatan tenterà di farlo convincendolo a ricercare la perfezione in ogni cosa, comprendendo bene che questo non puo’ condurre ad alcun successo. Trovo’ il modo per colpire Ludwig nella sua debolezza, dal momento che non riusci’ ad eguagliare o superare i suoi voti. Erano due contro uno, inoltre Ludwig non aveva affatto perso la sua ingenuità. Jonatan perse il padre a dieci anni e Orlando ebbe la madre affetta da psicosi.

Come mostra il capitolo 13, gli anni delle superiori risultarono il terreno più fertile per coltivare interessi contrari alla logica e alla spiritualità della famiglia Bellavista e allo stesso tempo avrebbero dato all’autore l’illusione di aver compensato completamente i sensi di colpa relativi alla rottura ideologica con il suo ambiente d’origine. Questi sensi di colpa erano quanto più un’immagine di quella colpa rimossa e dimenticata nei confronti del nonno paterno. I primi due anni risultarono difficili a causa di alcuni compagni di scuola che trovavano certamente il loro ambiente naturale sugli spalti dello stadio durante una partita di calcio piuttosto che sui banchi di scuola. Portavano infatti a scuola pugni di ferro e lunghi e affilati coltelli (non sto davvero esagerando!). Jonatan, molto piu’ furbo e scaltro di Ludwig, probabilmente consapevole della sincerita’ dell’amicizia nei suoi confronti e determinato a non ricambiarla ma a sfruttarla, riusciva spesso a trarre il meglio per se stesso dalla presenza di questi personaggi, dipingendolo come un “secchione” privo di dignità secondo i canoni del piu’ rudimentale bullismo. Contrariamente ai primi due anni, gli ultimi tre anni fino alla maturita’ segnarono in Ludwig un temporaneo riscatto e un’ effimera soddisfazione, dal momento che riusci’ a diplomarsi con il risultato che aveva sperato. Jonatan non fece commenti in proposito in presenza di Ludwig, Orlando invece disse che chiunque avrebbe superato l’esame di maturita’ con il massimo punteggio se solo fosse stato tanto pazzo da passare tutto il tempo necessario sui libri. In effetti Orlando non ne lesse molti nella sua vita e non sapeva affatto cosa stesse dicendo.

Il capitolo 14 “I miei primi due amori: Aurora e un personal computer” mostra come l’estremo attaccamento all’ambiente scolastico porterà Ludwig ad ignorare alcuni aspetti emotivi del naturale sviluppo adolescenziale e allo stesso tempo ad evitare di essere sopraffatto da numerosi e terribili sentimenti di disorientamento scaturiti dall’incapacità di gestire nuove e quanto mai forti emozioni, in pratica il ragazzo creera’ per se stesso una nicchia che sara’ un focolaio di problemi psicologici e allo stesso tempo fungera’ da efficacissimo anestetico per non avvertirne il dolore. La compagna di classe Aurora comprenderà bene i sentimenti di Ludwig nei suoi confronti e li sfrutterà come un’abile stratega a proprio vantaggio al fine di arrotondare i propri voti, senza peraltro concedere mai una gratificazione all’autore, il quale stupidamente ed ingenuamente continuera’  ad osservare come lo spettatore di una “soap opera” i suoi innumerevoli fidanzamenti e rotture nell’attesa assurda del proprio turno, che – chissa’ per quale strana fissazione mentale – avrebbe certamente dovuto essere quello piu’ importante  della vita della ragazza e l’avrebbe salvata da una vita sentimentale travagliata e priva di sani principi. Giunge il tempo  della gita   scolastica   dell’ ultimo anno, tre mesi prima dell’ esame di maturita’. Aurora si trasformera’ da abile stratega a generale impazzito alla guida di armate immaginarie. Passera’ tutto il tempo libero con “Cecio”, un altro compagno di classe amico di Ludwig. E Ludwig agira’ come la piu’ fredda delle macchine: rivolgera’ le sue attenzioni a Francesca, la migliore amica di Aurora. In questo modo Aurora fu colpita in due modi: in primo luogo fu demolita l’immagine a lei tanto cara di impietosa seduttrice e infine dovette prepararsi da sola per l’esame di maturita’. Insomma fece prprio una pessima figura di fronte alla classe. Dopo qualche mese ebbe una storia sentimentale con Dario, un ragazzo rachitico e dall’ aria tisica. Infine usci’ dalle superiori con un voto davvero mediocre. Giusto contrappasso.  Il  già citato capitolo 18, testimone della esperienza universitaria dell’autore, mostrera’ il dolore provato da Ludwig privato ormai dell’ambiente delle superiori che in modo paranoico pur sapendo che stava per dissolversi aveva sostituito alla sua famiglia.  Il ragazzo sara’ totalmente incapace di vivere in un ambiente individualistico. E, dopo aver punito Aurora, ne sentira’ per un po’ la mancanza.

Ludwig dovra’  a sua volta fare i conti con il proprio passato, forse anche in un modo più penoso. Dopo aver scelto la facolta’ di informatica e conosciuto una simpatica ragazza di nome Elena, si impegno’ per avere la patente in modo da incontrarla di tanto in tanto. Incomincio’, come universitario, a dare ripetizioni di matematica e informatica per pagarsi la benzina senza pesare sul bilancio dei suoi genitori. Si stupi’ – peraltro dopo vari mesi – di incominciare a provare una certa ansia che piano piano mino’ il suo rendimento. Non capi’ in tempo che avrebbe dovuto alleggerire i suoi impegni. Quando’ improvvisamente le sue energie si esaurirono rimase vittima di uno sconvolgente panico che lo costrinse a ricorrere per alcuni mesi agli ansiolitici e purtroppo ad abbandonare la sua promettente – visti i primi risultati – carriera universitaria. Il capitolo 18 spiega bene come riusci’ a superare questo primo grande trauma solo nelle apparenze e come alcuni nodi marginali non risolti della sua personalita’ lo portarono ad una vera psicosi, tre anni piu’ tardi. Il capitolo 19 “Storia di una nuova spiritualita’” illustra il primo momento della vita di Ludwig in cui trovera’ risposte per lui convincenti alle inquietanti domande sul significato dell’ esistenza umana. La forte ansia provata lo portera’ a credere di non poter vivere senza far luce in un modo logico e coerente a questi interrogativi. Purtroppo pero’ un atteggiamento troppo dogmatico ed assolutista lo portera’ come piu’ volte citato a perdere completamente l’equilibrio e i contatti con la realta’, in un contesto di vita lavorativa che, suo malgrado, lo portera’ nuovamente ed in modo ancor peggiore a pretendere troppo dal suo fisico e in particolare dalla sua mente. Tuttavia, il sostegno morale del cognato Fester lo salvera’ dal totale baratro e lo aiutera’ a ricomporre il suo rapporto con il padre. Il capitolo 20 “Il lavoro” illustrerà nei particolari come i suoi superiori, il compagno di lunga data Jonatan, i due colleghi Filippis e Cartasso e infine la pesantezza stessa del lavoro eseguito come progettista e sviluppatore di software lo porteranno a trasformare le sue ansie e i suoi dolori in personaggi immaginari e in una circostanza tragica relativa alla fidanzata Marlene mai verificatasi nella realtà, dovuta ad un assurdo senso di colpa nei suoi riguardi che ricorda molto bene quello piu’ antico nei confronti del nonno Ludwig. Il capitolo 22 “Storia di un’ordinaria psicosi”, usarera’ lo stile del realismo, incredibilmente applicato all’immaginario che diventa ‘miraggio’.

Il suicidio di Orlando Visentin (da non confondere con l’amico Orlando) dara’ un duro colpo alla vita emotiva di Ludwig.

Il capitolo 21 “Quella casa nella prateria” indica come Ludwig, durante gli anni drammatici della sua malattia, pur soffrendo riuscira’ a cooperare con il padre ad un importante progetto che – provvidenzialmente – trasformera’ uno spinoso problema di natura economica in un trampolino di lancio verso una vita estremamente serena e piena di soddisfazioni con la moglie e la figlia, argomento ben discusso nel capitolo 26 “Il mio matrimonio”. Posto tra i capitoli 20 e 22, fungera’ da stacco nei confronti della carica di emotivita’ degli argomenti trattati.

Il periodo successivo alla psicosi sara’ un momento buio nella vita di Ludwig. Pur non avendo piu’ allucinazioni, il ragazzo diventato ormai uomo prendera’ piena coscienza della sua “anormalita’ “, e questo lo fara’ sprofondare per lungo tempo nello sconforto e nella solitudine. Questo pero’ sara’ il momento in cui Ludwig si avvicinera’ piu’ che mai al padre che mai come allora gli dimostrera’ il suo affetto soffrendo insieme a lui, mostrandogli il suo sincero interessamento e aiutandolo a credere ancora una volta nei valori spirituali e nel potere della propria intelligenza. Sembra poco credibile ma papa’ Antonio riuscira’ a fare un lavoro migliore degli analisti e delle terapie farmacologiche riuscendo a cambiare Ludwig ed anche se stesso. Certo, sia Ludwig che Antonio sono tuttora persone dal carattere un po’ strano: freddo e calcolatore ma credono nella vita e la amano ora piu’ che mai. Il capitolo 24 “Dirty Pamela” ci fara’ vedere l’effetto di questa crescita: Ludwig sara’ di nuovo fidanzato e dopo aver smascherato i motivi sbagliati della folle ed egocentrica Pamela la abbandonerà al suo egoismo senza soffrire minimamente per lei.

E poi…arriverà il suo vero amore! Ma i problemi non finiranno: dopo il matrimonio con Ester, Ludwig dovra’ fare i conti con dei problemi economici per via della chiusura della AINATAC S.p.A. , importante azienda milanese dalla storia secolare. Da qui scaturira’ la decisione di andare a vivere in Sicilia, dopo aver saldato il mutuo della casa ubicata a Bollate. Il primo anno in Sicilia non sara’ facile: Ludwig ora diventato padre della piccola Ludovica dovra’ fare i conti con una leggera depressione residua, non sara’ grave ma lo privera’ delle energie necessarie per rendere dovutamente nel difficile mondo del lavoro. Nel frattempo Ludwig si fara’ curare da un bravo medico, il dott. Fiorentino, il quale lo aiutera’ a scoprire dentro se stesso la causa delle sue allucinazioni e a vivere con una dose sempre minore di farmaci. In questo periodo di maggiore benessere Ludwig ricevera’ dal dott. Fiorentino l’idea di scrivere questo libro e di trasformarlo in un prodotto per il Web. Questa esperienza lo cambiera’ profondamente aiutandolo a sciogliere i nodi della sua personalita’ e a confrontare le sue idee con gli stessi suoi lettori, i quali prenderanno parte attiva influenzando le scelte relative a varie parti del libro. Il libro esce in un primo tempo con i suoi primi otto capitoli. Successivamente, grazie a numerosi strumenti della rete Ludwig avra’ le idee chiare per scrivere in tutto trenta capitoli. Si puo’ dire che “Ludwig amava come un cyborg” e’ un libro scritto per gli utenti del Web e realizzato tenendo conto di loro. L’autore spera che vogliate affrontare questa sfida insieme a lui commentando quello che leggerete direttamente tramite il sito che ospita il libro e consultando il blog di Ludwig Bellavista. Spera inoltre che possiate divertirvi sperimentando come le vostre idee e quelle di altri influiranno sugli sviluppi futuri e rendendo possibili nuovi punti d’incontro tramite il Web.

Sentitamente,

Ludwig Bellavista


Post di apertura: http://ludwigbellavista.wordpress.com

Segnalo i seguenti articoli:

Forum “Anti-psichiatria”:
http://nopazzia.anti-psichiatria.com/node/423

Forum “ram.forumcommunity”:
http://ram.forumcommunity.net/?t=22661623

“Ludwig amava come un cyborg…” è ora disponibile all’indirizzo: http://www.ludwigbellavista.com/


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