11 Novembre 2008: Inizierò a scrivere una biografia ad orientamento psicoanalitico

11 11 2008

Too much love will kill you (Ascoltate questa canzone e ricordate di amare sempre…ma senza farvi male!)

Testo originale>





“Ludwig amava come un cyborg…”

“Ludwig amava come un cyborg…” è ora disponibile all’indirizzo: http://www.ludwigbellavista.com/


Pantelleria, 11 Novembre 2008

Spero che questo lavoro possa attirare l’attenzione di chiunque abbia vissuto l’eperienza della malattia mentale e di parenti e amici dei malati psichiatrici. Spero inoltre che la mia esperienza, unita alla critica sugli argomenti metodologici della psichiatria, della psicoanalisi e della psicoterapia individuale e di gruppo e di tutte le terapie atte ad alleviare i sintomi del disagio psichico, possa essere di interesse per chi semplicemente è affascinato dal mondo della psicologia pur non appartenendo al mondo accademico, nonchè per chi lavora e studia tutti i giorni per aiutare chi sta soffrendo, in qualità di professionista come psichiatra, psicologo, psicanalista o assistente sociale.

Mi chiamo Ludwig Bellavista e da circa due anni e mezzo abito in Sicilia nell’isola di Pantelleria di cui sono originario, dopo aver vissuto dalla nascita fino a trentadue anni nell’interland Milanese. Quando avevo 19 anni mi sono incamminato nella pericolosa strada che conduce alla psicosi e a 22 anni mi sono ammalato con diagnosi clinica “Schizofrenia paranoide”. (Vedi “Disturbi psichiatrici” http://www.msd-italia.it/altre/manuale/sez15/1931679.html ) Sono sposato da quattro anni e sono padre di una bambina di circa due anni. Oggi vivo una vita serena e -credo- molto significativa.

Sono stato curato per 12 anni con vari farmaci neurolettici ( Vedi “Istituto di Psicologia e Psicoterapia comportamentale e cognitiva” http://www.ipsico.org/neurolettici_atipici.htm e “Psicologia on-line” http://www.cpsico.com/neurolettici.htm ) per una repertina insorgenza di fenomeni allucinatori, deliri e vissuti di persecuzione e di distruzione del mondo. (Vedi: “
ALLUCINAZIONI: UNA PROSPETTIVA SULLA PSICOFISIOLOGIA DEGLI STATI DI COSCIENZA
http://isole.ecn.org/sissc/allucinazioni.htm ) Tutto questo dopo un periodo di tanti anni di stress ( Vedi “Niente ansia” http://www.nienteansia.it ) che io giudico veramente eccezionale, dovuti ad una serie di traumi emotivi maturati nell’infanzia che mi hanno portato ad un comportamento scorretto dapprima all’università e poi nel mondo del lavoro come sviluppatore di software per banche dati elettroniche. Con comportamento scorretto intendo uno sfruttamento eccessivo delle energie fisiche e mentali.

Da quando vivo in Sicilia, sono in cura dal Dott. Fiorentino, un medico psichiatra ( Vedi “Società italiana di Psichiatria” http://www.psichiatria.it ) di grande preparazione, nonchè uomo di grande coraggio. Il dottore, dopo una serie di visite, ha fatto l’ipotesi che la mia malattia, nonostante le cure decennali debba ormai considerarsi latente ( Vedi “Psicolab – Laboratorio di ricerca e sviluppo in Psicologia” http://www.psicolab.net/index.asp?pid=idart&cat=250&scat=251&arid=2370 ) con la possibilita’ di ridurre progressivamente la terapia farmacologica. Da oltre dieci anni, le allucinazioni sono cessate. E’ restata negli anni una permanente leggera depressione cronica ( Vedi “Psicologia e sessualità” http://www.dica33.it/argomenti/psicologia/depressione/depressione2.asp ) che mi ha dato molti problemi sul lavoro. Sono sempre stato convinto che questa depressione sia stata una conseguenza dei neurolettici, ma a Milano non ho mai trovato un medico che me ne facesse ammissione. Penso che questo sia dovuto al timore spesso frequentato che il paziente psichiatrico possa interrompere la terapia, ( Vedi “Quando qualcuno dipende da te. Per una sociologia della cura” http://www.geocities.com/appuntischizofrenia/libri.html ) con la conseguente pesante probabilità del ritorno della sintomatologia delirante. Le cose sono cambiate da quando ho incontrato il Dott. Fiorentino, ma ci è voluto peraltro più di un anno perchè il medico acquistasse piena fiducia della mia consapevolezza e della mia capacità di criticare i sintomi della malattia.

Ora sono in cura con una dose minima di neurolettici ( Vedi “La terapia di mantenimento” http://www.psichiatria24×7.it/bgdisplay.jhtml?itemname=litio_disturbo_bipolare ) e gradualmente ho raggiunto obiettivi sempre più importanti, sia in famiglia che sul lavoro. Oltre ad avere un buon compenso psichico, ( Vedi in merito a “Psichiatria e Omeopatia” http://www.medicitalia.it/02it/consulto.asp?idpost=48024 ) la depressione sta diventando un lontano ricordo. Da quando è nata mia figlia Ludovica, ho promesso a me stesso che avrei fatto tutto quello che è umanamente possibile per raggiungere questi risultati.

La malattia mentale ( Vedi “Associazione vittime della 180″ , http://www.vittimedella180.org ) è stata da sempre considerata un male oscuro, ( Vedi in merito a “Il male oscuro”, interessantissimo romanzo psicoanalitico! http://www.italialibri.net/opere/maleoscuro.html ) incomprensibile e l’ignoranza ha condannato malati e familiari alla vergogna e ad assurdi sensi di colpa. ( Vedi “Depressione e sensi di colpa” http://www.mybestlife.com/depressione/depressione_senso_di_colpa.html ) Grazie alla medicina moderna si sta pian piano uscendo da questa spirale. Purtroppo però, la crescente complessità della società in cui viviamo sta provocando un aumento dell’incidenza delle malattie psichiatriche. Per questo motivo è quanto mai indispensabile che acquisiamo informazioni corrette e consapevolezza, ( Vedi “L’Insight, il grado di consapevolezza della malattia” http://www.psychiatryonline.it/ital/scale/cap25-1.htm ) anche perchè sono profondamente convinto che qualsiasi cervello posto in condizioni di stress protratto nel tempo ha una certa probabilità di impazzire. ( Vedi “Come è facile essere presi per matti!” http://www.indicius.it/archivio/psichiatria.htm )La differenza tra le persone sane e quelle malate, secondo me, è da intendersi prevalentemente su un piano psicologico. Il punto cruciale è la consapevolezza dei propri limiti ( Vedi “Di perfezionismo non si muore” http://www.dica33.it/argomenti/psicologia/peccati/perfezionismo.asp ) e la ferma decisione di non superarli mai, per nessun motivo al mondo. Poco importa quanto siano ampi questi limiti. Riconosco, tuttavia, che questo ragionamento funziona solo in relazione ad alcune patologie, per lo più di lieve entità. E’ indispensabile una cura che abbia basi scientifiche e assolutamente costante nel tempo, il fai da te in questo campo è semplicemente inconcepibile e la remissione è diagnosticabile in maniera insindacabile solo da un medico specializzato. Ammetto che anche per me è stato molto difficile accettare questa triste realtà.

Certo, sono consapevole di non essere il solo ad aver vissuto questa esperienza. Ritengo, tuttavia di avere molte cose interessanti da dire, e inoltre, grazie all’esperienza informatica ( Vedi in merito a “Internet e psicosi” http://www.haisentito.it/articolo/internet-diventa-una-psicosi-la-psichiatria-la-curera/9036/ ) di cui sono padrone, di avere una grossa potenza espressiva nelle mani. Voglio perciò farvi partecipi di un mio progetto:

  • SCRIVERE UN LIBRO ON LINE.

Il libro ha titolo Ludwig amava come un cyborg – quando che ha sofferto molto riesce davvero a riscattarsi.

E’ un libro che sarà disponibile in due fasi (prima 8 e poi 30 capitoli complessivi), in modo gratuito sul web. E’ una biografia ispirata alla vita dell’autore, racconta una storia affascinante dove il climax è raggiunto in relazione ad una storia sentimentale ( Vedi in merito al romanzo “Psicofarmaci agli psichiatri” http://www.iyezine.com/libri/404-enrico-baraldi—psicofarmaci-agli-psichiatri..htm ) estremamente difficile, finita nel momento in cui l’autore si renderà conto di non riuscire a salvare la sua amata dalla depressione, almeno fino a quando non sarà lui stesso più forte e maturo. ( Vedi “Gli accertamenti necessari: maturità ed età” http://www.altrodiritto.unifi.it/minori/basilio/nav.htm?cap5.htm ) Purtroppo la ragazza non capirà le sue motivazioni e lo ricatterà moralmente minacciando il suicidio. Questo scatenerà la psicosi di Ludwig. E poi un graduale e progressivo riscatto…

Il sito web creato metterà a disposizione una serie di strumenti di critica ( Vedi “La critica letteraria e la produzione estetica nella seconda metà del XX secolo” http://www.girodivite.it/antenati/xx3sec/cons_sag.htm ) proveniente dagli stessi lettori grazie ai quali l’autore potrà essere influenzato nella stesura progressiva dei capitoli. In un certo senso, i lettori avranno la loro parte nella scrittura del libro.

Il libro potrebbe sembrare un’esperimento di auto-psicoanalisi. (O lo leggi o non sai nulla di te stesso: “La coscienza di Zeno – Italo Svevo” http://www.italialibri.net/opere/coscienzadizeno.html ) Nel momento in cui Ludwig Bellavista incomincerà ad interagire con un vasto pubblico, tutto questo si potrebbe trasformare in un esperimento sociale. ( Vedi intorno al fenomeno dei “Social Network” http://wiki.bzaar.net/Docs/IT/Elementi_Teorici_per_la_Progettazione_dei_Social_Network ) Di informazione…di riflessione, forse. Spero più di tutto però di evasione e divertimento, visto che i capitoli saranno brevi e più che mai intrisi di un’ironia in stile “sveviano”, che alleggerirà l’onere della lettura.

Nei prossimi giorni, vi informerò sull’evoluzione del mio progetto, sia per le tematiche letterarie che per gli aspetti tecnici.

Per adesso, scrivetemi alla mail: ludwig.bellavista@hotmail.it

Conto di rispondervi!

Sentitamente,

Ludwig Bellavista

Segnalo i seguenti articoli:

Forum “Anti-psichiatria”:
http://nopazzia.anti-psichiatria.com/node/423

Forum “ram.forumcommunity”:
http://ram.forumcommunity.net/?t=22661623

LETTURE CONSIGLIATE:

Italo Svevo – La coscienza di Zeno – recensione wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/La_coscienza_di_Zeno

Erich Fromm – L’arte di amare – recensione wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/L%27arte_di_amare

Erich Fromm – Avere o essere – discussione    http://www.girodivite.it/Avere-o-essere.html

Storia della psicoanalisi – recensione wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_della_psicoanalisi


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Una risposta

28 12 2008
Arianna

Ciao Ludwig, ho letto il tuo post sul sito NOPAZZIA e ti lascio il mio in-bocca-al-lupo per l’ambizioso e importante progetto.
E’ interessante il riferimento stilistico a Svevo, segno di una volonta’ di inquadrare il tuo vissuto e quello comune a tanti altri , superando l’ambito strettamente tecnico e medicalizzato. Vuol dire anche ripercorrere a ritroso le tappe del cammino culturale e di pensiero, dai tempi di Freud ad oggi. La sveviana figura dell’”inetto sociale” ha un suo fascino, anche se e’ difficile credo ai nostri giorni riuscire a farla combaciare con tutti i casi di disagio psichico, per l’aumentata complessita’ della vita in generale e delle dinamiche sociali. E forse sono molti di piu’ oggi gli “inetti” nel senso sveviano, coloro che non ce la fanno a “starci dentro”, a tenere il passo con le dinamiche della produttivita’, dell’efficienza e delle convenzioni sociali…Un problema ben piu’ vasto dello stretto argomento “disagio mentale”.
Questo e’ cio’ che mi viene da dirti sul piano letterario.
Per il resto un po’ ti invidio…anche io un tempo scrivevo e mi piacerebbe tornare a farlo per testimoniare l’esperienza drammatica vissuta in ambito psichiatrico, a causa della quale oggi anche la possibilita’ di mettere nero su bianco i miei vissuti e’ fortemente compromessa (essendo subentrato un vero handicap su qualunque aspetto pratico della vita, a causa delle cossidette “cure”).
Sei stato veramente fortunato a trovare aiuto presso un medico “illuminato” e a non aver riportato danni gravi e permanenti dalla soministrazione massiccia di neurolettici. Ricordalo sempre, e’ un privilegio di pochi.
Auguri e buon lavoro,
Arianna

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